Come è nato il concetto di profumo
La profumazione accompagna riti e cultura dell’uomo e risale ad un antico passato, quasi seimila anni fa, dove i primi profumi erano aromi bruciati in onore degli dei.
La parola “Profumo” deriva dal latino : per «attraverso» e fumum, «fumo», proprio per indicare l’atto rituale di avvolgere con il fumo
Non si riesce a datare in modo preciso l’origine dell’arte della profumazione.
Esistono prove che il profumo veniva utilizzato e commercializzato già dai Sumeri, una delle popolazioni più antiche del pianeta.
Su una tavoletta datata nel secondo millennio prima di Cristo, si fa cenno ad un creatore di profumi di nome Tapputi che distillava fiori, olio e calamo realizzando un miscuglio che veniva poi più volte filtrato e ridistillato. Si ritiene che Tapputi sia stato il primo chimico realizzatore di profumi.
Circa 20 anni fa, nell’isola di Cipro si è scoperta la più antica fabbrica di profumi del mediterraneo risalente a 2.000 anni prima di Cristo. La fabbrica produceva olio d’oliva che veniva impiegato in ambito cosmetico, tessile e medico. Sono stati rinvenuti reperti che hanno dimostrato una grande varietà di essenze prodotte da questa ditta, tra cui lavanda, mirto, rosmarino, cinnamo, alloro, coriandolo, origano, mandorla, prezzemolo, anice e camomilla.
Grazie a questi ritrovamenti è stato possibile constatare come la produzione dei profumi fosse una cosa importante già dall’antichità.
Per avere la prima dimostrazione concreta dell’uso dei profumi dobbiamo andare nell’antico Egitto. Qui vediamo come il profumo esprime a pieno l’unione con la divinità.
Ma anche in Egitto il profumo non aveva solo una funzione sacra, presto all’uso delle profumazioni si uniscono gli aspetti più profani di seduzione, piacere, vitalità ed identità. Il profumo diventa simbolo di aristocrazia e arriva ai nostri giorni assumendo anche proprietà mediche e di benessere. Per esempio nello sviluppo dell’aromaterapia.
L’incenso è forse una delle prime essenze utilizzate, soprattutto per i riti religiosi, e veniva bruciato insieme a resine e legni odorosi per ottenere dei fumi propiziatori.
Le essenze venivano anche utilizzate per profumare i corpi, assumendo sempre un significato divinatorio di unione tra l’Io e il Divino.
Oggi questa concezione è praticamente scomparsa e il profumo è diventato qualcosa che ci accompagna in modo individuale, capace di amalgamarsi con le nostre emozioni e capace di esprimere la nostra personalità anche a chi ci circonda.
Il profumo mantiene un potere sempre molto forte. Forse dall’aspetto meno divino ma che non perde le sue grandi capacità di comunicazione.


